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In primo piano - Gennaio 2006
GINNASTICA DI RIATTIVAZIONE FUNZIONALE
GENERALE E POSTURALE
Sono aperte le iscrizioni al corso di ginnastica di riattivazione funzionale
generale e posturale, con particolare attenzione alle zone Lombare, Dorsale
e Cervicale. Il corso è rivolto a tutte le persone con problematiche
relative alla colonna vertebrale e prevede, nel primo incontro, una valutazione
funzionale ai fini della definizione dei programmi individuali. Articolato
in 10 lezioni, il corso è tenuto da un insegnante laureata in Scienze
Motorie e Fisioterapista con esperienza ventennale maturata in strutture
pubbliche. Le lezioni si terranno a partire dal 6 febbraio, il lunedì
e il giovedì dalle ore 18.00 alle 19.00 e termineranno il 9 marzo
2006.
Per ulteriori informazioni e iscrizioni occorre rivolgersi alla sede provinciale
Endas a Ferrara in via Francesco del Cossa, 30 dal lunedì al venerdì
dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, tel. 0532 – 203262.
LA GRANDE GUERRA RACCONTATA ATTRAVERSO
IL DIARIO DI UN SOLDATO FERRARESE: “VODICE 1917. ENRICO TORAZZI,
261° REGGIMENTO FANTERIA BRIGATA ELBA” A CURA DI DONATO BRAGATTO
E ROBERTO MASSETTI.
Nel
corso dell’iniziativa denominata “Serate al museo” promossa
dal Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara e dall’Associazione
Culturale Pico Cavalieri presso il Museo del Risorgimento e della Resistenza,
mercoledì 23 alle ore 21.00 si è tenuta la videoconferenza
e presentazione della monografia “Vodice 1917. Enrico Torazzi, 261°
Reggimento Fanteria Brigata Elba” curata da Donato Bragatto e Roberto
Massetti.
Enrico Torazzi nasce a Ferrara il 7 dicembre 1897 da Carlo Torazzi e
Italia Trombotto. Segue gli studi da ragioniere e si diploma il 5 Agosto
1915, il 21 settembre dello stesso anno arriva alla Scuola Militare di
Caserta per frequentare il 1° corso per Allievi Ufficiali nella 3
ª Compagnia.
Nello stesso periodo nella 7 ª Compagnia troviamo il concittadino Bruno
Pisa, la cui monografia è già stata pubblicata nella medesima
collana dedicata ai ferraresi nella Grande Guerra promossa dal Centro
di Documentazione Storica del Comune di Ferrara e dall’Associazione
Culturale Pico Cavalieri .
Dopo un duro addestramento, il 12 marzo 1917 viene mandato come aspirante
ufficiale di complemento nel deposito del 27° Reggimento Fanteria
della Brigata Pavia a Poggio Renatico. Successivamente il 26 marzo è
trasferito al 261° Reggimento Fanteria della Brigata Elba, (costituita
nel febbraio del 1917), a Pavia di Udine in Zona di Guerra e destinato
alla 11° Compagnia, 4° Plotone ad Ontagnano sede del Reggimento.
Il giorno 29 entra in regolare servizio e scrive: “che contrasto
fra i miei soldati ed io! Essi sono stati quasi tutti alla guerra…io
la guerra l’ho vista che in fotografia. Ed io dovrei insegnar loro
a far la guerra!”. Segue l’istruzione dei soldati al poligono
di Sterpo, a Gallariano,a Caminetto località delle retrovie del
Friuli; fino a quando il 29 aprile lo troviamo in linea ad Aiba, cittadina
sulla riva destra dell’Isonzo, a nord di Canale (ora in territorio
Sloveno) nell’area del raggruppamento di forze denominato “Zona
di Gorizia”, al comando del generale Capello, dove si stanno radunando
le Brigate che dovranno assaltare il fronte austriaco del Medio Isonzo.
“Si va forse verso la morte a vent’anni!..” sono le
scarne parole che testimoniano lo stato d’animo di Torazzi alla
vigilia della grande offensiva italiana che prenderà il nome di
“Decima Battaglia dell’Isonzo” e verrà combattuta
dal 12 maggio al 4 giugno 1917. Lo sforzo bellico italiano fu enorme:
vennero schierati 280.000 uomini, supportati dal fuoco di 2.373 pezzi
d’artiglieria e da 1.210 bombarde. La Brigata comincia ad avvicinarsi
alla zona di combattimento assegnata: Enrico Torazzi, nel suo diario ripercorre
il tragitto fatto fino al passaggio dell’Isonzo a Plava, descrivendo
la terribile situazione delle truppe italiane a ridosso delle prime linee
di combattimento nei villaggi distrutti di Zagora e Zagomila. Il 22 maggio
scrive: “Vidi per la strada parecchi muli uccisi e qualche cadavere
umano, quale orrore la guerra!…” Il 25 maggio di rincalzo
alle truppe della Brigata Girgenti prende parte all’assalto del
monte Vodice, per consolidare le conquiste dei giorni precedenti e viene
ferito. Ci racconta in modo concitato quei terribili momenti: “Forse
ieri fu il più brutto giorno in questa guerra…mentre sparavo
contro alcuni austriaci dietro un masso, uno di essi mi tirò una
bomba a mano e mi ferì leggermente alla tempia destra. Passando
poi per un camminamento mi scoppiò poi dietro un’altra bomba
a mano che mi ferì alla gamba sinistra ed un po’ alla destra.
Dopo essermi medicato mi scoppiò una granata che mi fece con una
scheggia una ferita profonda sotto l’occhio sinistro per cui mi
scese giù una macchia…Mi sono trascinato per le trincee ed
i camminamenti sotto i colpi terribili delle mitragliatrici e sono riuscito
finalmente a mettermi al riparo e a nascondermi”. Portato all’ospedale
di Manzano ripensando ai quei momenti scrive il 27: “ Penso ai miei
colleghi, ai miei soldati caduti quando ero ancora in linea: e degli altri
che sarà avvenuto? Povere giovinezze troncate nel loro rigoglio…quanto
era miope chi bramava guerra”. Le perdite italiane furono enormi:
per la conquista della dorsale monte Kuk – Vodice si persero circa
500 ufficiali ed 11.000 uomini (perdite superiori al 60% degli effettivi),
in totale sul fronte isontino nelle tre settimane di battaglia 111.794
uomini furono posti fuori combattimento. Dopo la convalescenza, Torazzi
ritorna al Deposito del 27° Reggimento Fanteria, da qui prima a Lendinara
al distaccamento Prigionieri di Guerra, e poi a Rosolina.
In seguito, per un improvviso attacco di malaria, viene ricoverato ad
Arbizzano di Verona, per poi essere trasferito al 2° Fanteria di Marcia
fino all’ottobre 1918.
Inviato in Valsugana con i reparti prigionieri di guerra che venivano
impiegati per la costruzione e la manutenzione delle strade, vi resta
fino al termine del conflitto.
Le serate al museo e la pubblicazione della monografia “Vodice 1917.
Enrico Torazzi, 261° Reggimento Fanteria Brigata Elba” sono
state realizzate grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio
di Ferrara.
Maggiori Info:
Il sito
dell'Associazione Pico Cavalieri.
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